Video Metachaos



Metachaos Durata: min. 8:27
Formato originale: Pal Widescreen 1050x576

Alessandro Bavari: Camera Tremula 1, Noise Melange, XYZ Ocula Depth
Fulvio Sturniolo: Camera Tremula 2
Jeff Ensign aka Evolution Noise Slave: Sonic Harmonium

Metachaos, dal greco meta (oltre) e chaos (l’abisso dove si cela lo stato eternamente informe dell’universo), indica una forma primordiale di ameba, priva di una precisa morfologia e caratterizzata da progressive mutazioni e mitosi.
In METACHAOS, infatti, i corpi rappresentati pur essendo caratterizzati da un aspetto apparentemente antropomorfo, in realtà sono privi di identità e di coscienza. Vivono confinati in un contesto aspaziale ed atemporale, un iperuranio ostile e decadente dove una fortezza in movimento perpetuo, domina il paesaggio a difesa di una dimensione parallela tanto armonica quanto fragile.

L’unica finalità dell’orda mutante è quella di assediare e violare il limbo rovesciandone le sorti e penetrandone l’intimità con un istinto distruttivo, quasi fosse un virus, infrangendo così l’equilibrio di un continuum filologico simile a quello della specie umana, riportando lo stato delle cose a quello del brodo primordiale.

METACHAOS è un progetto visivo multidisciplinare, che si articola in un cortometraggio, in una serie fotografica ed in dipinti realizzati a tecnica mista (tutt'ora in progress).
Il progetto nasce dalla volontà di rappresentare gli aspetti più tragici del genere umano e dei suoi moti, come le guerre, la follia, i mutamenti sociali e l’odio.


METACHAOS si aggiudica il "Golden Nica" al Prix Ars Electronica Austria.

JURY STATEMENT (EN)

Alessandro Bavari’s “Metachaos” is an impressive display of the amazing graphics that can be produced with leading-edge hardware and software. The 8-minute clip begins with a sequence of clear, geometric forms that suggest a serene world. But it doesn’t take long until it’s apparent that this was just the calm before the storm. Shadowy creatures and shockingly grotesque figures intrude into this domain rendered in black & white and sepia tones and rip it to pieces. Using the interplay of light and shadow, intentionally shaky camera movements and quick cuts, Bavari takes us on a tour de force through an unsettling imaginary cosmos that grips viewers and doesn’t let them loose. In addition to its extraordinary visuals, “Metachaos” features an impressive composed soundscape of incredibly concentrated intensity—noise elements paired with driving beats, panic-stricken screams, the rattling of bones and gale-force winds.

While some of as did not necessarily share the apocalyptic view of this film, we found that it left the most indelible impression. Narrowly passing through the first round, it grew on us, so that on repeated viewing it miraculously made its way to the top.
What starts as a cinematic, kinetik, yet clean field of geometry and bodies, gradually evolves, or devolves, into the artist's vision of a nightmarish black-and-white world created by a continual collision of the human and the architectural form. It finally culminates in a screaming dance among the ruins. In a impressive virtuoso tour de force, Alessandro Bavari creates a constant mêlée of grime, projectile muck and dust among collapsing spaces at the stage for metamorphosing human bodies with branching limbs that seem constantly to break the architectural environment apart. Zombies with missing limb sand decaying skin and faces sometimes stand around listlessly and other times appear to engage in orgasmic sex. The human forms become insect-like and multiply in hordes across the building forms. Dust particles and snakes of turbolent, ferrous liquid finally explode into an apocalyptic ocean of flotsam and sludge.
Bavari's few collaborators helped shape what the credit call "camera tremula" (shaky, documentary-style camera) and sound design. We commend his dedication to a singular artistic vision that is grounded in his practice as a photographer. This is a representation of a caustic end of the world, a world of a audible pain and hopeless destruction rendered with a disturbing reference to 80s-style computer-generated animation as well as 60s "actionism".


METACHAOS si aggiudica il premio "Best Experimental Film" al Stortford Film Festival


METACHAOS si aggiudica lo "Special Award IED Madrid" al Skepto International Film Festival.


METACHAOS si aggiudica il premio "Migliore Regia" al Cinemavvenire Video Festival.

Per il senso grafico delle immagini e la fantasia nella scelta dei singoli elementi (figure umane e oggetti), che trovano una evoluzione continua nello svolgimento della narrazione. Dove la colonna sonora, usata in maniera egregia, è chiave fondamentale di commento e interpretazione della vicenda.


METACHAOS si aggiudica il 1° Premio Art Lab al Festival Internazionale del Cinema d'Arte.


METACHAOS si aggiudica il 1° Premio ex aequo per il "Miglior Cortometraggio" e Premio Menzione Speciale della Critica" alCorto Dorico, Festival Nazionale del Cortometraggio.

Giuria:
Marco Bechis (presidente)
Caterina Carone
Maya Sansa
Roberto Silvestri

Sinfonia di immagini e musica, apocalittica e psichedelica, Metachaos è un trascinante video che non si lascia addomesticare: sfuggente, ipnotico, vorticoso e inquietante oggetto d'arte scolpito per immagini in movimento, riflette sulla violenta contrapposizione di armonia e caos. Ottima la fattura, la sintonia del montaggio, suggestive le animazioni, potente la musica. La sua tensione sperimentale, che lo colloca più sul sentiero della video arte d'avanguardia che su quello del film narrativo, è testimonianza di una notevole e meritevole ricerca.


METACHAOS si aggiudica il premio "Best Design Award" al 13th Animation Film Festival Animated Dreams
Film uses the CGI animation in a very original and personal way, catching the audience with an impressive and constantly evoluting graphics.