Fotografia TRYPTICHON / Decostruzione di un Eroe e Ricostruzione dell'Uomo


In diverse immagini realizzate in questi ultimi anni, spesso la testa dei miei soggetti è sostituita con quella di un animale, con un oggetto, od occultata da una maschera. Questa mia scelta deriva dal desiderio di rendere le figure ritratte nelle mie opere come parte integrante della composizione, corpi trattati come semplici oggetti, senza una precisa personalità o connotazione.

Svelare lineamenti decisi e sguardi troppo intensi ed espressivi renderebbe i modelli protagonisti dell'immagine, distogliendo l'attenzione dell'osservatore dalla coralità dell'intera composizione, mutandone significato ed allusioni.

Quando ho realizzato TRYPTICHON , Decostruzione di un Eroe e Ricustruzione dell'Uomo, ancora una volta ho ritratto un corpo umano senza volto, dove la sua assenza, surrogata dai frammenti della testa di una statua, questa volta non è sinonimo di anonimia ma esaltazione di un ideale anti individualistico, teso a rappresentare l'uomo in tutta la sua universalità.

In TRYPTICHON il protagonista assoluto è un corpo vitale, impulsivo e fremente, che come una scultura viene disassemblato e riassemblato, diventando l'allegoria della storia dell'intera umanità.

Questo corpo andrà a placare la propria esuberanza trasfigurandosi in un oggetto sublime e trascendentale ma al contempo fragile e precario, dove l'equilibrio dello spirito e del corpo è mantenuto da una sottile corda legata ad un fuscello, e quello della ragione e del sapere contrappesato da una testa tenuta nel palmo di una mano, con la consapevolezza che sarà per sempre un equilibrio instabile ed altalenante, in bilico sull'infinito abisso dell'eternità.

Alessandro Bavari, 2001