Eredità del Simbolismo
Mitologie, Etnografie, Esoterismi


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A cura di Roberto Roda

Artisti: Karin Andersen, Bruna Aprea, Marilena Aristotelous, Joseph Auquier-Angilella, Alessandro Bavari, Gianfranco Angelico Benvenuto, Luigi Bonazza, Richard Bong, Benedetta Bonichi, Aroldo Bonzagni, Noè Bordignon, August Brömse, Saturno Butto', Henri Courselle-Dumont, Giovanni Cozzi, Mataro Da Vergato, Raoul Dal Molin Ferenzona, Mario de Maria, Daniele Degli Angeli, Remo Fabbri, Mauro Falzoni, Karl Felix, Michel Fingesten, Philipp Franck, Ernst Fuchs, Omar Galliani, Flor Garduño, Euge'ne Gaujean, Remigius Geyling, Gianluca Gori, Dumitru Gorzo, Ernst Heinrich Graeser, Stefano Grasselli, Karl Friedrich Gsur, Hans Nicolai Hansen, Bruno Heroux, Josef Hodek, Gertrude Hozatko-Mediz, Nina Karasek, Max Klinger, Alfred Kubin, Stanislav Kulh-nek, Louis Legrand, Angelo Longanesi-Cattani, Sasa Makarová, Ugo Martelli, Plinio Martelli, Alberto Martini, Luigi Mastrangelo, Karl Mediz, Ivan Miladinovic, Franco Morelli, Antonio Musio, Enzo Nenci, Francesco Parisi, Elio Stefano Pastore, Beatrice Pavasini, Jindrich Pilecek, Gaetano Previati, Luigi Ratini, Salvatore Romano, Fe'licien Rops, Marco Rostagno, August Roth, Marcel Roux, Patrizia Savarese, Edgardo Simone, Karl Sterrer, Erwin Stolz, Max Svabinsky, Pier Augusto Tagliaferri, Joyce Tenneson, Paul Thiem, Enrico Vannuccini, Claudio Villa, Hubert von Herkomer, Ottokar von Landwehr-Pragenau, Fabian Weinecke, Joseph Weiser, Adolfo Wildt, Dario Wolf, Italo Zetti, Carmelo Zotti

Nel 2007 ricorrono i 150 anni della nascita di Max Klinger (1857-1920), uno degli indiscussi protagonisti del Simbolismo, e i 120 anni della nascita di Aroldo Bonzagni (1887-1918), artista di origini centesi che piu' di altri seppe interpretare lo spirito modernista del Novecento italiano. Tenendo conto della fugace, ma non banale, attenzione che Bonzagni riservo' anche alle poetiche simboliste, la Galleria d'Arte Moderna di Cento (FE) e il Centro Etnografico Ferrarese, che quest'anno festeggia i 35 anni di attività, accomunano in un unico ideale ricordo entrambi gli artisti e dedicano all'universo delle visioni simboliste e alle sue eredità uno sfizioso appuntamento espositivo: EREDITÀ DEL SIMBOLISMO. Mitologie, etnografie, esoterismi.
Servendosi dei modi dell'antropologia dell'arte, la mostra riflette sulle miniere della fantasia simbolista e su come queste abbiano alimentato i sogni e le visioni di molti artisti contemporanei.

Del Simbolismo si ha spesso un'idea confusa, perche' non si tratta di un modo di dipingere, di uno speciale stile. È piuttosto un clima, un particolare modo di scoprire poetiche che vanno oltre le apparenze sensibili. Divenne moda imperante fra gli anni settanta del XIX secolo e il primo conflitto mondiale.
Nel Simbolismo l'inverosimile diventa verosimile, la fantasia regna sovrana ed esplora i piu' sottili moti dell'animo, i misteri della natura, l'inconscio, gli universi onirici. Vi trionfa il decadentismo, si indulge alla sensualità, alle morbosità. Il mondo simbolista e' vastissimo e vi appartengono artisti di differenti scuole. Le sue radici si perdono nel Romanticismo.
Dopo aver attraversato l'Art Nouveau, il Divisionismo, l'Espressionismo, e alimentato il Surrealismo, la miniera simbolista non si e' mai totalmente esaurita e molte sue pagine hanno avuto seguito nell'immaginario artistico contemporaneo. Dall'universo simbolista infatti ha tratto alimento la produzione iconografica di numerose sottoculture oggi attive quali dark, gothic, new victorian, heavy metal, new age.

La mostra Eredità del Simbolismo scava nelle -mitologie simboliste- e riporta alla luce opere di artisti storicizzati poco noti al grande pubblico italiano (pur senza trascurare alcuni dei protagonisti piu' in vista). L'esposizione legge innanzitutto quel clima visionario che fra Ottocento e Novecento fu alimentato, in un intreccio non sempre districabile, dai patrimoni popolari, mitici e leggendari, che le nascenti moderne scienze dell'uomo (etnografia, antropologia culturale, storia delle religioni e psicanalisi) andavano riscoprendo, interpretando, riattualizzando in parallelo alle scienze occulte e ai circoli esoterici, (satanisti, magicisti, teosofisti) che stavano dilagando da Parigi a Londra, da Praga a Firenze. Queste intersezioni fra visioni etnografiche, psicanalitiche e tensioni esoteriche sembrano una utile chiave per leggere, anche nel contesto sociale contemporaneo, il successo di immagini ed artisti che non e' improprio definire New Symbolist.

Sondate non con il piccone della teoria e della critica artistica ma da un'antropologia dell'arte attenta alle mentalità, le miniere simboliste non sembrano essersi esaurite nelle convulsioni della prima guerra mondiale. Ridimensionati, ma non estinti, i fantasmi simbolisti sono rimasti attivi sino ad oggi nella produzione grafica ed exlibristica dei grandi incisori ceki e piu' in generale dell'Est europeo; e persino in Italia questi fantasmi sono stati nutriti, soprattutto dall'incisione, ben oltre la metà del Novecento. In ambito internazionale (Stati Uniti, Francia, Giappone, ecc.), l'illustrazione editoriale di genere -fantasy- e i comics hanno dato ampio rifugio ai sogni simbolisti, aggiornandoli.

Prendendo in considerazione un periodo di 130 anni e piu' di 120 opere, alternando dipinti, incisioni, disegni, sculture, fotografie e opere digitali, la mostra offre al visitatore la possibilità di scoprire imprevedibili fantastiche visioni, e di valutare quali debiti molta iconica modernità debba riconoscere al Simbolismo.

La mostra e' articolata nelle seguenti sezioni tematiche: Fisionomie dell'ignoto - Effluvi liliali - Cime e abissi della voluttà - Seduzioni macabre - Diavolerie - Creature della luce e delle tenebre - Ebbrezze mistiche - Gli sguardi di Medusa.

Inaugurazione 11 marzo 2007 ore 16.30

Pinacoteca e Galleria d'Arte Moderna
Piazza Guercino 39 44042 Cento(FE)
Orari: venerdi', sabato, domenica e festivi 9.30-12.30 e 16.00-19.00, altri giorni su appuntamento

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  • 08/1996: (Pittura) Palazzo della Cultura, Museo d'Arte Moderna, Latina

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